Lavoro con aziende in Italia, Svizzera e Francia che hanno superato la fase della curiosità e vogliono vedere l'AI nella loro operatività, non nel loro marketing. Di solito si parte da un processo che non piace a nessuno — preventivi, report, inserimento dati, primo livello di assistenza — e si arriva a un agente che lo esegue ogni giorno, supervisionato.
Sul piano tecnico progetto sistemi multi-agente e li costruisco su Brainvision OS, la mia piattaforma di orchestrazione e osservabilità: pipeline di agenti specializzati, tracce complete delle esecuzioni, controllo dei costi e approvazioni umane. Quella piattaforma esiste perché mi sono stancato di sistemi AI che sei mesi dopo nessuno riusciva più a verificare.
Sul piano strategico resto volutamente conservativo. Se un processo si risolve meglio con un foglio di calcolo, una regola o una telefonata, te lo dico — e tieni il budget per quello che un modello lo richiede davvero.
L'automazione vale la pena solo finché qualcuno sa ancora spiegare, in una frase, perché la macchina ha fatto quello che ha fatto.